CAE – Campo Boario

Il 30 novembre, l’1 e 2 dicembre verrà inaugurata la nuova Città dell’Altra Economia.

Alla nuova gestione degli spazi di Campo Boario partecipa anche la Coop. Agricoltura Nuova che, all’interno degli spazi, gestirà il ristorante “Campo Boario”.

Vi invitiamo dunque a questa tre giorni di laboratori ed attività per grandi e bambini.

 Per il programma aggiornato e tutti i dettagli www.cittadellaltraeconomia.org

Vi aspettiamo, venite in tanti, invitate tutti!

Di bolle d’accompagnamento e scrittura

Vi capita mai di domandarvi l’etimologia delle parole? A me si. Anche di quelle parole di uso comune. Anche di quelle parole di uso comune che per lavoro uso più di una volta al giorno. E capita anche alle persone con cui lavoro. Testimonianza ne é che qualche tempo fa tra un cassettone e l’altro discutevamo del perché la bolla di accompagnamento si chiamasse bolla. Così, in un magazzino di frutta e verdura, grazie ad un guizzo di curiosità, abbiamo ripercorso una delle teorie sulla nascita della scrittura.

Partendo dalla constatazione che in un area molto estesa del vicino oriente erano stati rinvenuti un numero elevato di cilindri, sferette, conetti, piccoli dischi di argilla e altre forme e che questi erano stati trovati anche in palle di argilla cave (come fossero zucche secche con i semi dentro), l’archeologo Pierre Amiet ipotizzò che questi fossero un sistema di registrazione e i cilindri, conetti etc. rappresentassero un tipo e un’unità di merce.

Secondo questa ipotesi, il commerciante che consegnava la merce per la spedizione inseriva nella palla di argilla un numero di piccoli oggetti simbolo della mercanzia affidata e chiudeva la palla consegnandola alla carovana.In questa maniera la carovana trasportava la merce e un documento che, di fatto, registrava la transazione. Arrivati a destinazione, il destinatario della merce avrebbe rotto la bolla e, sulla base degli oggetti contenuti, avrebbe potuto verificare la quantità e qualità degli oggetti speditigli. Se il contenuto della bolla non fosse combaciato con la merce recapitata a destinazione questo avrebbe significato che qualcosa era stato rubato o perso durante il viaggio. Queste palle, dette “bullae”, erano quindi un documento di trasporto.

Per rendere tutto più chiaro, facciamo un esempio: Io commerciante affido alla carovana 65 pecore. Se sia io che il destinatario del mio gregge siamo d’accordo che una pecora equivale a un cilindro e 31 pecore equivalgono un disco allora per comunicargli che gli sto mandando 65 pecore metterei nella mia bolla 2 dischi e 3 cilindri. La bolla arriverebbe poi a destinazione insieme al gregge, e il pastore mio amico – che ha deciso con me il significato del disco e del cilindro – rompendo la bolla saprebbe di dover ricevere in consegna dalla carovana esattamente 65 pecore.

Quello che ricollega queste bolle di trasporto all’origine della scrittura sta nel fatto che sembra siano il primo esempio di collegamento arbitrario tra segno e significato. Infatti, il cilindretto e il disco di argilla non raffiguravano la merce, non sono simili il primo a una pecora e il secondo a 31 pecore, sono simboli arbitrari.

Questo processo mentale è alla base della scrittura che altro non é che una tecnologia che, arbitrariamente – ma sulla base di un accordo tra le persone che poi useranno quel codice – collega un segno (un disco) ad un significato (31 pecore).

Tornando alla nostra storia, con il tempo, qualcuno si rese conto che invece di inserire questi piccoli oggetti nella bolla avrebbe potuto disegnarveli sopra. E magari, a quel punto, non sarebbe servito neanche più chiudere la bolla, ma ad indicare 65 pecore sarebbe bastata una semplice tavoletta di argilla su cui disegnare due dischi e tre cilindri.

Fast Food – Zucca al forno grana e rosmarino

Zucca al forno grana e rosmarino: un piatto sano, veloce e che fa tornar utile la piantina di rosmarino in terrazzo. Prende all’incirca un’oretta, ma 45 minuti

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sono di cottura al forno, quindi è un’ottima ricetta per preparare la cena se dovete fare altre cose nel mentre.

Si inizia così:

  • per prima cosa, accendere il forno a 200°
  • mentre il forno scalda, prendete la zucca e preparatela a fettine sottili
  • disponete le fettine sulla placca da forno coperta dall’apposita carta e cuocetele per mezzora a forno già caldo.

Passata la mezzora,

  • foderate una pirofila con carta oleata – o
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    usate un altro modo per evitare che attacchi – e adagiato uno strato di zucca appena tolta dal forno, salate, cospargete di grana e di aghi di rosmarino.

  • ripetete gli strati fino ad esaurimento della zucca, finendo, ovviamente, con lo strato di grana e rosmarino.
  • mettete infine in forno a 180° per 15′

Et voilà, zucca al forno grana e rosmarino!