I giorni della merla

Qualche giorno fa, prendendo un caffè, mi sono trovata a fare quattro chiacchiere e,  come capita spesso, il tempo meteorologico è stato il principale argomento di conversazione. Non erano però le solite quattro chiacchiere da ascensore, quelle di circostanza per intenderci: per chi lavora all’aperto o nei campi il freddo intenso o il caldo torrido sono argomenti tenuti in alta considerazione.

Si discuteva del freddo di questi ultimi giorni, della neve, dell’impatto e dei danni subiti dalle coltivazioni… “I giorni della merla, d’altronde” ha detto qualcuno … da lì in poi mi sono assentata: nella mia testa ricordi di un dettato delle elementari. L’immagine di un disegno di bambina con un uccello nero e una bacca rossa attaccata ad uno spigoloso ramo marrone. Una veloce ricerca su google mi rinfresca la memoria.

Secondo la tradizione, i giorni della merla sono il 29, il 30 e il 31 Gennaio e sarebbero i giorni più freddi dell’anno. La voce della tradizione popolare telematica -wikipedia-  riporta la leggenda della merla che, per il gran freddo, si rifugiò in un comignolo. Ne uscì ricoperta di fuliggine e nera, così come da quel giorno noi la conosciamo.

Sempre wikipedia prosegue riportando una seconda, e più elaborata, versione della leggenda: “una merla, con uno splendido e candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L’ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere”.

In realtà però la merla è bruna, è il maschio invece ad esser nero. Nonostante ciò, in tutte le leggende c’è un fondo di verità: infatti nel calendario romano il mese di gennaio aveva 29 giorni. Sempre dalla tradizione, una bella notizia per quest’anno: quando i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella.

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