Invito al biologico: una chiave di lettura

Nell’anno dell’Agricoltura Famigliare e in concomitanza con la��impegno crescente della pubblica amministrazione sul tema della risorsa terra ai giovani, AIAB Lazio – Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica

sta ideando un corso volto ad accompagnare i futuri agricoltori, siano questi completamente nuovi al mondo della��agricoltura o una nuova generazione di agricoltori alle prese con il delicato momento del passaggio generazionale.

Il corso A? aperto a tutti i giovani che vogliono intraprendere una nuova attivitA� agricola e devono, a questo scopo, sviluppare un progetto imprenditoriale, soprattutto in vista della delibera appena approvata che impegna l’amministrazione comunale a creare nuova occupazione, valorizzando il patrimonio dei terreni nella disponibilitA� di Roma Capitale e del prossimo bando ARSIAL.

Il corso A? rivolto anche alle nuove generazioni di agricoltori; come saprete, il passaggio generazionale A? quel momento, a volte critico, in cui un figlio succede al padre nella gestione organizzativa e strutturale dell’azienda, un momento naturalmente inevitabile per molte piccole e medie imprese italiane.

Il passaggio generazionale A? una fase molto delicata che in Italia arriva a determinare il fallimento del 30% delle imprese che intraprendono questo percorso evolutivo, provocando nel contempo la perdita di moltissimi posti di lavoro, nonchA� la dispersione del patrimonio di conoscenze, di capacitA� manuali, di tradizioni, di legami con il territorio rappresentati dalle nostre aziende. L’argomento A? ancora piA? importante nel campo dell’agricoltura, settore che notoriamente soffre di ricambio generazionale.

Gli incontri saranno quattro e si svolgeranno alla��interno di uno dei luoghi piA? significativi della��agricoltura romana: la CittA� della��Altra Economia, nella��ex-Campo Boario, quasi a sottolineare la��importanza strategica della��agricoltura per una��economia sostenibile.

Il corso sarA� inoltre arricchito dal calendario della a�?Primavera Bioa�?, visite guidate in azienda che AIAB organizza tutti gli anni, gratuite ed aperte a tutti che saranno organizzate nei fine settimana, in cui i corsisti potranno toccare con mano i temi affrontati negli incontri.

Obiettivo degli incontri sarA� fornire una chiave di lettura alle visite in azienda che preparerA� i partecipanti a vedere e non solo guardare, a�?rubare con gli occhia�? direbbe un contadino al

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proprio figlio: spunti per analizzare la propria peculiare situazione e maturare, attraverso la��osservazione, la��idea che meglio si adatti ad essa. Particolare attenzione sarA� posta sulla��aspetto relazionale della��agricoltura, sia per quanto riguarda il rapporto alla��interno del nucleo famigliare che tra azienda e azienda, alla��interno di una auspicabile rete locale di aziende agricole.

Il ruolo della regione per un nuovo governo del territorio, a nostro parere …

Di seguito l’intervento del Coordinamento per la��accesso alla terra e la Salvaguardia della��Agro Romano fatto ieri all’incontro con il candidato Nicola Zingaretti, incentrato sul tema del ruolo della regione per un nuovo governo del territorio.

“Salve a tutti, sono Marta della Cooperativa Carlo Pisacane e parlo oggi a nome del Coordinamento per la��accesso alla terra e la Salvaguardia della��Agro Romano.

Da piA? di un anno stiamo lavorando perchA� la��Agro Romano torni ad essere una risorsa per la cittA�, una risorsa per i giovani che vogliono a�?salire in agricolturaa�?, come ha scritto Carlo Petrini qualche giorno fa.

La��interesse crescente per il ritorno alla terra A? palese, ma la��Agro Romano vive in attesa del cambio di destinazione da��uso tramite variante urbanistica. I terreni, anche quelli pubblici, sono preclusi a noi agricoltori, giovani o esperti non importa.

Ci manca la terra, ci manca il credito, ci manca il mercato.

Nella nostra vertenza, al comune di Roma, ci siamo limitati a chiedere i terreni agricoli che lo stesso comune ha espropriato ai costruttori. Abbiamo chiesto di dare la terra a chi la lavora.

Proprio un anno fa, la cooperativa Pisacane insieme al resto del coordinamento ha tenuto un presidio nei terreni del comprensorio agricolo di Tormarancia e – a dispetto di tutte le problematiche – posso dire che noi, se ci venisse assegnata terra domani, saremmo in campo a piantar lattughe dopodomani stesso. Ma al momento siamo una cooperativa agricola senza terra.

Per fare agricoltura, per produrre da mangiare, serve la terra.

Se non viene riconosciuto alla terra questo ruolo primario, gli interessi economici daranno sempre prioritA� ad usi alternativi del terreno. Che siano edifici, impianti fotovoltaici o parchi con il prato alla��inglese non cambia molto.

Chiediamo che Roma rivaluti il patrimonio che ha tutta��intorno, patrimonio che A? dato dalla��attivitA� degli agricoltori, che perA? stentano a sopravvivere a causa di politiche cieche.

Noi della cooperativa Pisacane siamo giA� in agricoltura, i soldi che abbiamo – o non abbiamo – in tasca ci vengono da questo mondo. Noi non dobbiamo salire in agricoltura, al massimo vorremmo che con noi la��agricoltura risalisse la china. Mi viene in mente quella citazione che dice a�?siamo come nani che stanno sulle spalle dei gigantia�?.

Posso dire che il coordinamento A? sulle spalle di un gigante fatto dalle esperienze di persone che da quasi 40 anni campano di agricoltura a fine mese. E che dicono, da 40 anni, piA? o meno sempre le stesse cose.

Il gigante su cui siamo ci fa vedere piA? in lA�: parliamo di green economy,

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di agricoltura biologica e sostenibile, di multifunzionalitA�, agricoltura sociale, di filiera corta e vendita diretta, di reddito integrativo da energie rinnovabili, di biodiversitA�. PerA? A? un guscio vuoto, lo scheletro A? lA�, manca la ciccia: come dire che Roma A? il comune agricolo piA? grande da��Europa. Sulla carta lo A?, nella pratica affatto.

Dunque, come coordinamento, chiediamo a coloro che ci governeranno in futuro di fare un lavoro da giganti, di riempire quel vuoto.

Al presidente della regione chiediamo di mettere la��agricoltura al centro della politica regionale e del comune facendone il settore da cui far ripartire la nostra societA�. Ripensare, a partire dalla��agricoltura, le politiche di sviluppo economico, le politiche sociali e del lavoro, le politiche ambientali, energetiche e sanitarie.

Al presidente chiediamo di impegnarsi con atti concreti quali la pianificazione definitiva e certa per il paesaggio naturale e rurale e pretendiamo che vengano rispettati i limiti del piano regolatore; basta varianti. Chiediamo la��approvazione del piano paesaggistico regionale, e la revisione della disciplina urbanistica regionale in una legge quadro. Chiediamo politiche in grado di rivalutare le aree protette in chiave anche agricola.

Chiediamo, di investire nella��agricoltura biologica e sostenibile, incentivando gli imprenditori agricoli, facendo politiche di sostegno agli agricoltori di nuovo insediamento e correggendo i tanti di vizi di mercato che falsano i prezzi dei prodotti. Chiediamo di valorizzare gli agricoltori piA? esperti incentivando la��innovazione e permettendogli di svolgere un ruolo determinante nella gestione delle varie aziende agricole comunali, regionali o dei vari enti. Al presidente chiediamo di garantire il mercato a prodotti locali, di considerare cosa la��agricoltura biologica fa nella salvaguardia del paesaggio, per la��occupazione, per la��export anche quando decidono su cosa far mangiare ai bambini nelle mense scolastiche.

Al presidente chiediamo di tener presente tutto ciA?, rimettendo insieme i vari tasselli. Di darci un gigante pasciuto insomma, non solo la��ombra di se stesso.”

Insieme all’AIAB per Biodomenica 2012

Domenica 7 Ottobre tutti alla CAE – CittA� dell’Altra Economia per la BIODOMENICA dell’AIAB.

Noi eravamo lA� per presentarvi il CASSETTONE BIO

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della Coop. Sociale Agricola Agricoltura Nuova che da oltre trent’anni produce alimenti sani e genuini.

Biodomenica A? una iniziative dell’AIAB – Associazione Italiana Agricoltura Biologica nata per promuovere il consumo di prodotti sicuri, di qualitA� e rispettosi dell’ambiente, alla riscoperta delle tipicitA� del territorio e delle tradizioni italiane. Ma Biodomenica non A? solo un mercatino biologico domenicale, A? luogo di incontro tra quanti hanno contribuito a rendere l’agricoltura biologica una realtA� in crescita, capace di attrarre, ogni anno,

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nuovi estimatori alla ricerca di scelte eque e di consumi maggiormente a�?criticia�?; alla manifestazione partecipano associazioni ambientaliste e di volontariato, produttori, consumatori, aziende agrituristiche, enti parco e quanti desiderano, semplicemente, saperne di piA?.

Ortocentrico REX

Immaginiamo di alloggiare in un piccolo albergo a 4 stelle in una via del centro di Roma. E immaginiamo di salire, curiosando, delle strette scale che salgono in terrazza. A quel punto, continuiamo il nostro esercizio di immaginazione e simuliamo la nostra faccia sorpresa scoprendo, al quarto piano, un piccolo giardino segreto, un orto.

Questo esercizio di immaginazione, perA?, finisce qui perchA� questo A? proprio quel che accade alloggiando all’hotel Rex di via Torino, 149 dove il proprietario Pino Cau ha realizzato, insieme alla cooperativa sociale Agricoltura Nuova e con il supporto dell’A.I.A.B. – Associazione Italiana Agricoltura Biologica, un vero orto produttivo in grado di coprire le piccole e particolari richieste dello chef Luciano Monosilio del ristorante Pipero al Rex.

L’orto, circa 15 metri quadri, A? stato ideato per dare dimora sia alle classiche ortive: piantine di fragole, bieta gialla, rossa e a coste, a peperoni, melanzane, ravanelli… che a inusuali erbe aromatiche come la pimpinella, la nepetella, il dragoncello, l’aneto, l’erba stella, e piA? comuni erbe di campo come borragine o camomilla… Un orto radicalmente urbano, assolutamente bio e drasticamente a km 0.

Pipero al Rex A? la��elegante e rilassato ristorante di Alessandro Pipero, Maitre e Sommelier di fama nazionale. Alessandro fa della��esperienza gastronomica una ricercata avventura del gusto e, nei piatti serviti, gli ingredienti sono sapientemente combinati come le polveri della��artificiere; esplodono in bocca. Come ci fa notare con disarmante semplicitA� Luciano a�?tutto quel che va nel piatto si mangiaa�?, comprese, quindi, anche i fiori e le verdi foglioline aromatiche prodotte in maniera bio, qualche piano piA?

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su.

Ma l’orto in terrazza A� solo uno degli elementi in cui prende forma il quotidiano e discreto lusso dell’hotel Rex: qui, l’attenzione al benessere dell’ospite si declina nei piccoli particolari che fanno la differenza, dall’originale sala relax, all’eccentrico tappetino con il giorno della settimana in ascensore, alla pratica comunicazione del cielo che ci aspetterA� messo il naso fuori dalla porta. Ea�� proprio questo che ci spiega Pino, chinandosi per mettere sotto la soglia della camera dei propri clienti la prima pagina del piA? comune giornale della loro nazione: a�?La��orto in terrazza A? un modo di coccolare i nostri ospiti, un gesto, come gli altri, capace di unire la��eccezionalitA� dello stare in albergo alla quotidianitA� e la��agio casalingo… chi non ha una piantina aromatica in balcone?a�?