Riforma della PAC

appelloPACPAC sta per Politica Agricola Comune ed è una delle politiche comunitarie di maggiore importanza, impegnando circa il 34% del bilancio dell’Unione Europea.

Se la PAC continua a sostenere l’agroindustria e l’inquinamento, a discapito dell’agricoltura sostenibile e contadina, questo è un problema di tutti noi. Se ci battiamo per cibi locali, sostenibili e per l’agricoltura contadina nella vita di tutti i giorni, non possiamo non interessarci di come vengono utilizzati i fondi della PAC.

Un interessante articolo preso dal sito dell’AIAB www.aiab.it che la dice tutta sulla PAC e sulla sua riforma.

Le associazioni del mondo ambientalista e dell’agricoltura biologica scrivono al Ministro, alle Commissioni Parlamentari e alle Regioni in vista degli incontri europei del 24 e 25 Giugno che decideranno la riforma della PAC 2014 – 2020. Non vogliono perdere l’occasione di un vero cambiamento di politiche verso una nuova agricoltura in grado di riconciliare economia ed ecologia e per questo il

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tavolo delle 14 Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica (AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Upbio, FIRAB, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Slow Food, Touring Club Italiano, Pro Natura, Società Italiana Ecologia del Paesaggio, WWF) ha richiesto un incontro e lanciato un appello con sette richieste ai Ministri del Governo Letta ed alle Commissioni Parlamentari per porre all’attenzione alcune questioni strategiche.

La riforma della Politica Agricola Comune dell?Europa entra infatti in dirittura d’arrivo e il 24 e 25 Giugno si terrà in Lussemburgo la riunione del Consiglio Europeo con i Ministri dell’Agricoltura dei 27 Paesi Membri per approvare la proposta finale di Riforma della PAC 2014-2020 che andrà poi in discussione nel Trilogo tra Commissione Europea, Parlamento e Consiglio Europeo per la definitiva approvazione. In vista dell’appuntamento il cartello verde delle 14 Associazioni, che da alcuni mesi segue gli sviluppi della riforma, ha scritto ai Ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, alle Commissioni Parlamentari e alle Regioni per un ultimo appello.

In questi giorni nei quali la questione degli OGM è all’attenzione di tutti nel nostro paese per le semine illegali in Friuli, occorre aver chiaro che con la Riforma della PAC si sceglie anche il modello di agricoltura che vogliamo perseguire a livello europeo fino al 2020; se quello basato su produzioni intensive che richiedono alti imput chimici ed energetici e che sta alla base delle produzioni OGM oppure un modello sostenibile, basato sull’agricoltura biologica e biodinamica e sulle produzioni locali che sanno fare a meno dell’uso della chimica nell’interesse di tutti i cittadini? ha dichiarato la portavoce del tavolo Maria Grazia Mammuccini.’

Senza scelte chiare in grado di realizzare un decisivo cambiamento delle politiche europee per l’agricoltura si rischia di perdere per l’ennesima volta un’occasione strategica di cambiamento della nostra agricoltura e questo solo per la miope difesa di singoli interessi corporativi piuttosto che guardare al futuro di una nuova agricoltura in grado di produrre beni pubblici

La posizione che assumerà il Governo italiano nel Consiglio Europeo del 24 e

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25 giugno sarà perciò importante. Al Presidente Enrico Letta e al Ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo le 14 Associaziononi ricordano che i cittadini europei si aspettano una vera riforma della Politica Agricola Comune per assicurare che con i fondi pubblici siano premiate le aziende agricole più virtuose che garantiscono maggiori benefici per la società cibo sano, tutela dell?ambiente e maggiore capacità di creare lavoro per i giovani.

Sette i punti posti all’attenzione dal cartello delle 14 associazioni:
1. Assicurare l’adozione di un greening efficace respingendo il concetto poco chiaro di ‘equivalenza’ alle pratiche del greening e il doppio pagamento agli agricoltori per le stesse attività.
2. Sostenere maggiormente l’agricoltura biologica ed i sistemi agricoli di Alto Valore Naturale
3. Assicurare l’inserimento della Direttiva pesticidi nella condizionalità e includere la Direttiva Quadro sulle acque.
4. Assicurare una reale protezione ai pascoli importanti per la biodiversità, le zone umide e i suoli ricchi di carbonio
5. Aumentare la dotazione finanziaria per lo sviluppo rurale vero strumento strategico per le imprese agricole e per il territorio.
6. Reintrodurre l’obbligo di spesa minima per le misure agro-climatico-ambientali del 25% delle risorse assegnate allo Sviluppo Rurale
7. Mantenere il 100% di confinanziamento europeo per i fondi trasferiti dal primo pilastro allo sviluppo rurale, come già concordato dai Capi di Stato e di Governo

Ciclo di incontri con Salvatore Ceccarelli, genetista.

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Incontro sul destino delle terre pubbliche

Gentili soci, amici e colleghi,
Come forse già saprete, Agricoltura Nuova é tra i promotori della

“Vertenza per la salvaguardia dell’Agro Romano – Terre pubbliche ai giovani agricoltori”

La vertenza rientra nel nostro ormai decennale impegno per l’accesso alla terra ed é un tentativo per agire localmente contro il consumo di territorio e

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l’utilizzo alternativo dei terreni agricoli.

Per parlare di questi temi, e di come immaginiamo l’utilizzo dei terreni di compensazione a Roma in vista di una riconversione agricola di Roma Capitale, vi invitiamo tutti

Domenica 19 Maggio alle ore 10.30 presso la Città dell’Altra

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Economia largo Dino Frisullo, snc ex Campo Boario, Testaccio, Roma.

Sarà presente il candidato Sindaco Ignazio Marino e alcuni candidati al consiglio municipale. Vi aspettiamo, sarà una interessante occasione di confronto.

Puoi leggere qui la vertenza:
http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1421:in-primo-piano-vertenza-agro-romano&catid=115:in-primo-piano&Itemid=238 )

 

 

 

 

Via Campesina Europa – Assemblea Generale: ecco gli impegni presi.

Il Coordinamento Europeo di Via Campesina é determinato a difendere i piccoli produttori agricoli e le aziende familiari.

Dal 15 al 17 Aprile l’ECVC – il Coordinamento Europeo Via Campesina, l’associazione contadina europea che unisce 27 organizzazioni provenienti da 17 paesi, si ė riunito per l’Assemblea Generale, alle isole Canarie, in Spagna.

L’Assemblea Generale ha riaffermato che la nuova PAC é sempre più soggetta ai forti interessi dell’agricoltura industriale europea e sempre meno pronta a difendere i piccoli produttori contadini e offre poca speranza alle organizzazioni rappresentate dall’ECVC nonostante l’importante contributo offerto al dibattito istituzionale in difesa dei medi e piccoli produttori agricoli, che sono la stragrande maggioranza e i principali produttori di cibo in Europa ancora oggi!

Povertà e disoccupazione sono il prezzo che i cittadini pagano a causa della crisi che ha mostrato, senza mezzi termini, il limite del dogma liberale nella vita reale. Dobbiamo arrestare la scomparsa dei piccoli produttori agricoli e, anzi, metterli in grado di fiorire e affermarsi. L’accesso a cibo di qualità, per tutti, in Europa, richiede un gran numero di aziende agricole, produzioni sostenibili e il cambio strutturale della catena di distribuzione dei prodotti.

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venire si impegna a: • Promuovere l’Agro-Ecologia – che valorizza i saperi e la conoscenza contadina molto più delle pure tecniche agronomiche – assicurandosi che lo stesso termine non sia travisato e spogliato dei suoi aspetti sociali. • Rafforzare il movimento per la sovranità alimentare (nato a seguito del Forum 2011 in Austria e composto da varie organizzazioni) che collabora con le associazioni dei piccoli e medi produttori agricoli per cambiare il sistema di approvvigionamento e distribuzione del

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cibo e liberare l’alimentazione dalla presa asfissiante del modello agroindustriale che é dannoso per la nostra salute, per l’ambiente e per il sostentamento degli agricoltori e la vita rurale. Rafforzare la sovranità alimentare significa anche contrastare gli accordi di libero scambio che in vari modi attentano alla sopravvivenza dei nostri contadini. Offrire supporto ai piccoli produttori in tutti i livelli, soprattutto opponendosi all’accaparramento della terra – che affligge anche l’Europa – e promuovendo leggi e regolamenti che siano compatibili – invece che proibitivi – con la piccola produzione familiare, creando appropriati canali di vendita per i loro prodotti e proteggendo l’uso dei semi e il loro tradizionale scambio.

L’assemblea – di cui facevano parte numerosi giovani agricoltori – ha eletto 5 uomini e 5 donne nella commissione direttiva che avrà il compito di perseguire gli obiettivi individuati. Un compito che sarà portato avanti con ancor più passione nel 2014, dichiarato dalle Nazioni Unite anno dell’agricoltura familiare, a vantaggio delle milioni di persone che, solo in Europa, vivono proprio di quest’ultima.

Un dibattito aperto alla presenza di un membro della Commissione Europea e del Presidente del Governo dell’isola di Fuerteventura che fa luce sul futuro dei piccoli produttori. Nelle parole di Javier Sanchez, un rappresentante dell’ECVC ” dobbiamo mostrare che siamo noi, i piccoli produttori, a nutrire i cittadini – e abbiamo il diritto di ricevere un giusto prezzo per i nostri prodotti e un introito decente dal nostro lavoro”.

L’Assemblea Generale é dedicata a tutte le vittime della lotta contadina.

Il ruolo della regione per un nuovo governo del territorio, a nostro parere …

Di seguito l’intervento del Coordinamento per l’accesso alla terra e la Salvaguardia dell’Agro Romano fatto ieri all’incontro con il candidato Nicola Zingaretti, incentrato sul tema del ruolo della regione per un nuovo governo del territorio.

“Salve a tutti, sono Marta della Cooperativa Carlo Pisacane e parlo oggi a nome del Coordinamento per l’accesso alla terra e la Salvaguardia dell’Agro Romano.

Da più di un anno stiamo lavorando perché l’Agro Romano torni ad essere una risorsa per la città, una risorsa per i giovani che vogliono “salire in agricoltura”, come ha scritto Carlo Petrini qualche giorno fa.

L’interesse crescente per il ritorno alla terra è palese, ma l’Agro Romano vive in attesa del cambio di destinazione d’uso tramite variante urbanistica. I terreni, anche quelli pubblici, sono preclusi a noi agricoltori, giovani o esperti non importa.

Ci manca la terra, ci manca il credito, ci manca il mercato.

Nella nostra vertenza, al comune di Roma, ci siamo limitati a chiedere i terreni agricoli che lo stesso comune ha espropriato ai costruttori. Abbiamo chiesto di dare la terra a chi la lavora.

Proprio un anno fa, la cooperativa Pisacane insieme al resto del coordinamento ha tenuto un presidio nei terreni del comprensorio agricolo di Tormarancia e – a dispetto di tutte le problematiche – posso dire che noi, se ci venisse assegnata terra domani, saremmo in campo a piantar lattughe dopodomani stesso. Ma al momento siamo una cooperativa agricola senza terra.

Per fare agricoltura, per produrre da mangiare, serve la terra.

Se non viene riconosciuto alla terra questo ruolo primario, gli interessi economici daranno sempre priorità ad usi alternativi del terreno. Che siano edifici, impianti fotovoltaici o parchi con il prato all’inglese non cambia molto.

Chiediamo che Roma rivaluti il patrimonio che ha tutt’intorno, patrimonio che è dato dall’attività degli agricoltori, che però stentano a sopravvivere a causa di politiche cieche.

Noi della cooperativa Pisacane siamo già in agricoltura, i soldi che abbiamo – o non abbiamo – in tasca ci vengono da questo mondo. Noi non dobbiamo salire in agricoltura, al massimo vorremmo che con noi l’agricoltura risalisse la china. Mi viene in mente quella citazione che dice “siamo come nani che stanno sulle spalle dei giganti”.

Posso dire che il coordinamento è sulle spalle di un gigante fatto dalle esperienze di persone che da quasi 40 anni campano di agricoltura a fine mese. E che dicono, da 40 anni, più o meno sempre le stesse cose.

Il gigante su cui siamo ci fa vedere più in là: parliamo di green economy,

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di agricoltura biologica e sostenibile, di multifunzionalità, agricoltura sociale, di filiera corta e vendita diretta, di reddito integrativo da energie rinnovabili, di biodiversità. Però è un guscio vuoto, lo scheletro è lì, manca la ciccia: come dire che Roma è il comune agricolo più grande d’Europa. Sulla carta lo è, nella pratica affatto.

Dunque, come coordinamento, chiediamo a coloro che ci governeranno in futuro di fare un lavoro da giganti, di riempire quel vuoto.

Al presidente della regione chiediamo di mettere l’agricoltura al centro della politica regionale e del comune facendone il settore da cui far ripartire la nostra società. Ripensare, a partire dall’agricoltura, le politiche di sviluppo economico, le politiche sociali e del lavoro, le politiche ambientali, energetiche e sanitarie.

Al presidente chiediamo di impegnarsi con atti concreti quali la pianificazione definitiva e certa per il paesaggio naturale e rurale e pretendiamo che vengano rispettati i limiti del piano regolatore; basta varianti. Chiediamo l’approvazione del piano paesaggistico regionale, e la revisione della disciplina urbanistica regionale in una legge quadro. Chiediamo politiche in grado di rivalutare le aree protette in chiave anche agricola.

Chiediamo, di investire nell’agricoltura biologica e sostenibile, incentivando gli imprenditori agricoli, facendo politiche di sostegno agli agricoltori di nuovo insediamento e correggendo i tanti di vizi di mercato che falsano i prezzi dei prodotti. Chiediamo di valorizzare gli agricoltori più esperti incentivando l’innovazione e permettendogli di svolgere un ruolo determinante nella gestione delle varie aziende agricole comunali, regionali o dei vari enti. Al presidente chiediamo di garantire il mercato a prodotti locali, di considerare cosa l’agricoltura biologica fa nella salvaguardia del paesaggio, per l’occupazione, per l’export anche quando decidono su cosa far mangiare ai bambini nelle mense scolastiche.

Al presidente chiediamo di tener presente tutto ciò, rimettendo insieme i vari tasselli. Di darci un gigante pasciuto insomma, non solo l’ombra di se stesso.”